Progetto Educativo

di Gruppo

Il Progetto Educativo di Gruppo, ispirandosi ai principi dello scautismo e al Patto associativo AGESCI, individua le aree di impegno prioritario per il Gruppo a fronte delle esigenze educative emergenti dall’analisi dell’ambiente in cui il Gruppo opera e indica i conseguenti obiettivi e percorsi educativi.

Il Progetto ha la funzione di aiutare i soci adulti  a realizzare una proposta educativa più incisiva: orienta l’azione educativa della Comunità Capi, favorisce l’unitarietà e la continuità della proposta nelle diverse Unità, agevola l’inserimento nella realtà locale della proposta dell’Associazione. A tal fine il Progetto Educativo è periodicamente verificato e rinnovato dalla Comunità Capi.

Dallo Statuto AGESCI

Anni 2017-2020

In riferimento al Patto Associativo e all’esperienza educativa maturata dai capi legati alla comunità capi del Milano 34 durante gli scorsi anni, sono state individuate alcune priorità, in termini educativi, che costituiranno il cuore dei programmi di unità dei prossimi anni e delle attenzioni che i capi desiderano dedicare ai ragazzi.

 

1. LA RELAZIONE CON IL SIGNORE

I singoli capi della comunità capi riconoscono nel loro servizio prima di tutto una risposta a una vocazione educativa ispirata al Vangelo. Pertanto, cuore delle nostre attenzioni nei confronti dei ragazzi del gruppo sarà l’accompagnarli all’incontro con il Signore Gesù innanzitutto attraverso la conoscenza della Parola così come la Tradizione della Chiesa ce la consegna. Per i capi un’occasione di formazione in tal senso continua ad essere la partecipazione alla lectio mensile; ugualmente questo rapporto vivo con la Parola animerà la vita delle varie branche. L’accompagnamento spirituale dei singoli in termini di direzione spirituale con una figura di riferimento costituirà un punto importante. Allo stesso modo la cura nell’aiutare il singolo a vivere la propria fede all’interno della nostra comunità parrocchiale e diocesana partecipando all’eucarestia domenicale, ai momenti liturgici, alla vita sacramentale sarà prioritaria. In particolare il gruppo si prefigge di vivere insieme e in modo sempre più sentito la veglia pasquale.

 

2. LA RELAZIONE CON SE' STESSI E CON GLI ALTRI

Accompagnare i ragazzi nella scoperta di sé stessi, dei propri talenti, dei propri desideri e delle proprie paure sarà ugualmente al centro della nostra proposta educativa per aiutare i giovani a imparare con gradualità a scegliere, ad avere dei criteri per prendere delle decisioni e a riconoscere la propria vocazione. In questo senso verrà dedicata una cura particolare e consapevole nei confronti delle relazioni tra i capi, tra i capi e i ragazzi, tra i ragazzi stessi e tra i capi e le famiglie. I capi si propongono di essere interlocutori attenti nel percorso di crescita dei ragazzi e in continuo dialogo con questi ultimi e le loro famiglie tramite una progressione personale proposta con serietà, una cura sempre maggiore nel proporre attività diversificate tra maschi e femmine per aiutare la crescita in termini di affettività, relazioni e identità. Ci proponiamo di educare a vivere relazioni fondate sulla fiducia, sul rispetto e sulla stima attraverso tutti gli strumenti che il metodo ci offre, coscienti, per altro, del quotidiano vissuto dai nostri ragazzi dove molti schermi, in senso tecnologico o sociale, non li aiutano a coltivare questo stile nei rapporti. Uno degli strumenti che il metodo scout ci consegna e che cercheremo di utilizzare in tal senso è l’animazione in quanto veicolo espressivo dei singoli, di un gruppo.

Vorremmo educare i ragazzi del gruppo a uno stile ospitale e generoso nelle relazioni. In questo senso l’ospitalità che il nostro gruppo può offrire con le sue sedi ad altri scout provenienti da città e paesi diversi, si rivelerà uno strumento prezioso, non solo nell’educare alla cura per gli ambienti che questo richiede, ma anche per suggerire uno stile e occasioni di incontro e di scambio da coltivare.

In termini di rapporti con gli altri, al cuore della nostra proposta vi è il servizio che invitiamo noi stessi e i nostri ragazzi a vivere con stile evangelico. Svilupperemo una particolare attenzione, in continuità con quanto fatto in questi anni, nei confronti dei bisogni che il nostro territorio esprime. Intratterremo rapporti di ascolto e di sostegno alle realtà (associazioni e singoli) vicine territorialmente educandoci ed educando ad avere uno sguardo attento a ciò che ci circonda e ai bisogni che vengono manifestati.

 

3. LA RELAZIONE CON LA NATURA E CON LE COSE

Ci proponiamo di svolgere il più possibile le nostre attività in luoghi belli dal punto di vista naturale per godere delle bellezze del Creato e aiutare i ragazzi ad imparare a vivere con sobrietà, a contatto con la natura. La natura sarà quindi il quadro privilegiato per attività e uscite di branco, reparto e in particolare per le Route di Noviziato e Clan.

Ci prefiggiamo inoltre di educare i ragazzi a un rapporto di cura, sobrietà e essenzialità nei confronti delle “cose”, a partire dalla gestione delle sedi, del materiale scout e personale.

La Comunità Capi

Novembre 2017

BRANCO

 

LA RELAZIONE CON IL SIGNORE

  • Interessarsi vivamente al momento in cui i lupi ricevono i sacramenti, sottolineandone l’importanza con gli interessati e davanti al resto del branco (es. invitando gli interessati a proporre una preghiera o un canto) e partecipando alle celebrazioni come Capi

  • Stabilire un servizio fede turnato tra le Sestiglie anche durante l’anno (sicuramente in Uscita!)

  • Entrare in relazione personale Vecchi Lupi - lupi sul tema della fede sfruttando anche le occasioni informali

  • Organizzare e incoraggiare un momento di incontro individuale e personale/di Sestiglia o gruppetto (ad esempio per anno di età) tra i lupi e Baloo durante l’anno

  • Utilizzare il metodo di “incontro con un personaggio” per il percorso di Fede e lo strumento "scenona” finale (Percorso su incontri Gesù con gli “ultimi”. Obiettivo è che i lupi incontrino Gesù e si chiedano come mai lui che è Messia e Re incontra lebbrosi, ciechi … Capire come cambiano le persone prima/durante/dopo l’incontro con Gesù). Riprendere la figura di san Francesco ogni anno

  • Catechesi sulle immagini: via Crucis prima di Pasqua in una Chiesa con una via crucis significativa

  • Associare a ogni tappa della P.P. una preghiera (Padre nostro, Ave Maria, Angelo di Dio) da consegnare ai lupi

  • Iniziare le riunioni di BI-Staff con una lettura tratta dagli Atti degli Apostoli

 

LA RELAZIONE CON SE' STESSI E CON GLI ALTRI

  • In funzione delle specifiche esigenze del Branco, valorizzare le età diverse con le loro specificità e organizzare attività divise per anno nella seconda parte dell’anno, quando si sarà conclusa la fase della scoperta e il gruppo si sarà già consolidato

  • Pensare attività o sue parti/tempi dilatati monosessuati facendo attenzione a non incoraggiare una visione stereotipata dei due sessi (porre sempre attenzione a come è fatto il Branco). Sfruttare come momenti “monosessuati” quei momenti di separazione naturale nelle attività (per questo serve non avere riunioni con un ritmo troppo serrato)

  • Prestare attenzione all'immagine dell’uomo e della donna che traspare dal comportamento dei capi nella relazione tra loro e nella divisione dei compiti; prestare attenzione a non fissare un capo in un determinato ruolo nel suo rapporto con il branco

  • Incoraggiare obbiettivi più ambiziosi nella P.P.

  • Incoraggiare ogni lupo a prendere coscienza dei propri punti deboli da migliorare e dei propri punti di forza prima e dopo la stagione di caccia e il conseguimento di una specialità, attraverso strumenti appositi e a misura di bambino (gioco, Consiglio della Rupe)

  • Consiglio della Rupe come strumento di verifica delle specialità e delle prede per ogni lupo (Es. Come abbiamo cacciato? Dove posso migliorare?)

  • Concordare una linea comune tra i branchi sullo svolgimento e sui tempi del gioco delle prede

  • Instaurare un confronto continuativo sull'andamento delle attività con riunioni di tri–staff (con il Branco Rupe del Popolo libero)

  • Alla luce del campo di gruppo e consapevoli delle sue potenzialità educative, vivere qualche riunione domenicale all'anno insieme al Branco Rupe del Popolo libero (? da concordare con gli interessati)

  • Promuovere il clima di famiglia felice in quanto realizzazione delle relazioni sane (attraverso lo Stile e la cura al Contesto), tramite: “fratelli di tana”, “maestro specialità” da parte di un lupetto più grande verso un piccolo, “scambio identità”, affidare a coppie/gruppetti attività per il branco, folletto, terminare la riunione con il ringraziare chi mi ha fatto un favore.

LA RELAZIONE CON LA NATURA E CON LE COSE

  • In funzione delle specifiche esigenze del Branco, valorizzare le età diverse con le loro specificità e organizzare attività divise per anno nella seconda parte dell’anno, quando si sarà conclusa la fase della scoperta e il gruppo si sarà già consolidato

  • Scegliere con anticipo e consapevolezza gli ambienti di svolgimento delle uscite, dando loro un peso e un significato in base alle loro specificità

  • Organizzare attività fuori dalla sede durante l’anno

  • Evitare di cadere nella routine delle riunioni ripetitive (diversa dalla regolarità delle buone abitudini che invece aiutano a crescere) e di concentrare troppo in un’unica riunione, tenendo invece dei tempi che permettano l’instaurarsi di relazioni e il pieno apprezzamento di ogni attività

  • Stimolare nei lupi, con un percorso da svolgere durante tutto l’anno nelle uscite e in vista dei tempi più lunghi del campo estivo, l’abitudine e l’attenzione alla cura del proprio corpo e del proprio materiale personale

  • Stimolare nei lupi l’amore per il creato e la consapevolezza della relazione con esso e tra noi e gli altri: una consapevole gestione del cibo, delle risorse, dei rifiuti, del territorio:

    • Scoperta del creato con San Francesco (valorizzare il riferimento al patrono dei lupetti, riprendendo il percorso su San Francesco dello scorso anno)

    • Autofinanziamento con parte di donazione/donare qualche gioco a chi non ne ha

    • Addetto alla differenziata

    • Incontro con Scarp de' tenis, ...

    • Attività con CdA

  • Incoraggiare la conoscenza delle specificità del territorio e della natura dei luoghi dove si svolgono le uscite (attività Civitas e Natura)

  • Sviluppare l’abilità manuale

FAMIGLIE: COLTIVARE UNA RELAZIONE NON FORMALE 

  • Creare alcune occasioni informali (aperitivo, serata foto, cene a casa delle famiglie, rapporto 1:1 …) per creare relazione di fiducia. Coltivare in particolare la relazione con le famiglie dei bambini che chiedono particolare attenzione educativa.

CAMMINO CONDIVISO TRA I BRANCHI

  • Alternanza di uscite per singolo branco con uscite insieme, bi-staff mensili, percorso CdA insieme, “stagione di caccia” di branco ma strutturata nello stesso modo, percorso “gli incontri di Gesù” insieme, …

  • Se possibile qualche incontro con branco Rupe del Popolo Libero.

  • Il programma nelle sue linee essenziali è comune; i tempi potranno essere diversi per ciascun branco per meglio tener conto dei bisogni e del “grado di maturazione” di ciascuno.

REPARTO

 

LA RELAZIONE CON IL SIGNORE

Ci impegniamo a far vivere la fede ai ragazzi come un aspetto della quotidianità che non si ferma ai semplici momenti di preghiera.

LA RELAZIONE CON SE' STESSI E CON GLI ALTRI

Ci impegniamo a far fare un percorso di crescita durante l’anno ai singoli ragazzi e alle squadriglie, che possa portare frutti in vista del campo di Pasqua e del campo estivo: ciò significa approfondire e/o imparare competenze, imparare a realizzare e a progettare.

LA RELAZIONE CON LA NATURA E CON LE COSE

Ci impegniamo a insegnare ai ragazzi a dar valore alle cose che si hanno intorno.

NOVIZIATO&CLAN

 

LA RELAZIONE CON IL SIGNORE

  • Al centro: accompagnare i ragazzi nel leggere il loro vissuto, la loro vita alla luce del Vangelo. Questo potrebbe essere un altro punto di vista interessante rispetto al quale impostare i punti della strada. Nesso con il tema della vocazione.

  • Per fare questo è importante accompagnare i ragazzi a una maggior conoscenza della Bibbia da un punto di vista culturale per poi poter metterla in dialogo con la propria vita. Nel prossimo anno il progetto della Route in Terra Santa così come il capitolo ad esso legato sulla Terra della Salvezza costituiranno un’occasione preziosa in tal senso.

  • Proporre ai ragazzi ugualmente una maggior conoscenza, consapevolezza dei sacramenti aiutandoli a metterli in relazione con la loro esperienza.

  • Conoscenza e valorizzazione della figura di san Paolo.

 

LA RELAZIONE CON SE' STESSI E CON GLI ALTRI

  • Accompagnare i ragazzi a porsi i grandi interrogativi di senso sulla propria esistenza. Mantenere vivo il tema del desiderio di ognuno così da ricollegarsi con la dimensione della vocazione e dell’affettività.

  • Educare a guardare a sé stessi e agli altri con lo sguardo di Dio, un Dio capace di perdonare anche le nostre miserie e i nostri limiti. Tema da ricollegare alla vocazione e alle relazioni con sé stessi e con gli altri, anche all'interno della comunità di clan.

  • Educare all'essere presenti, consapevoli e non passivi nella vita rispetto a quanto accade a me e agli altri, al mondo che mi circonda.

  • Tema dell’ospitalità: vedi la possibilità di un aiuto concreto all'ospitalità in sede.

LA RELAZIONE CON LA NATURA E CON LE COSE

  • Attenzione e cura del materiale di gruppo e delle sedi.

  • Tema del rapporto con i soldi: imparare a mettere in relazione i soldi con un impegno, una fatica, dei sacrifici.

  • Imparare il valore della generosità e della gratuità.

  • Proseguire nella conoscenza del territorio durante le uscite come occasione di crescita in termini di competenze e di vita nella natura.

Indirizzo

Via degli Olivetani 3 - Milano

© Maggio 2015 by

  Elisa Di Mauro

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